Projekt-IT:Progetto Il Sistema Concettuale 14: 3.2. Modelli di movimento paralleli e a spirale
| Stato | redatto con letteratura specialistica |
| Autore/Editore | N. N./Sabine Kaserer |
| Ultima modifica | 24.02.2021 |
Nota
Questa pagina viene aperta nell’ambito del “sondaggio sul Libro Il Sistema Concettuale”, del pool di risorse Curriculum e Ricerca della Associazione Europea Kinaesthetics (EKA). L’obiettivo è di raccogliere e discutere, sulla relativa pagina di discussione Projekt-IT Diskussion:Progetto Il Sistema Concettuale 14: 3.2. Modelli di movimento paralleli e a spirale, le domande, le necessità di sviluppo, di aggiornamento e di confronto sulla comprensione dei concetti. Questo sondaggio/discussione dura circa un anno. La pagina rimarrà aperta fino a fine 2021.

„3.2. Modelli di movimento paralleli e a spirale
- Fondamentalmente ogni uomo, grazie alla sua anatomia, ha a disposizione un
numero illimitato di modelli di movimento. Diversi fattori contribuiscono però al fatto
che l’uomo impari a svolgere, in modelli di movimento sempre simili, specifiche
attività della quotidianità, limitando lo spettro delle varianti di azione che avrebbe a
disposizione.
- Modelli di movimento individuali e abituali sono assolutamente sensati, in quanto
corrispondono alle possibilità funzionali della nostra anatomia da una parte e
permettono uno svolgimento adeguato dell’attività specifica dall’altra.
- Tuttavia, sovente l’uomo mantiene i suoi modelli di movimento abituali anche nel
caso in cui la sua situazione sia cambiata. Allora i modelli abituali, che non si riescono
ad adattare alla situazione cambiata, possono sviluppare un effetto distruttivo.
- I modelli abituali individuali, per di più inconsci, risultano dall’utilizzo specifico di
movimenti di portamento e di trasporto da parte della singola persona.
- La comprensione dell’interazione sottile tra movimento di portamento e movimento
di trasporto nei propri modelli di movimento, porta ad una capacità di adattamento
costruttiva e ad un ampio spettro di varianti di azione.
- Kinaesthetics distingue tra modelli di movimento paralleli e modelli di movimento a
spirale:
- In base all’anatomia umana, sono più impegnativi i modelli di movimento paralleli
rispetto allo svolgimento dei modelli di movimento a spirale. Con i modelli di
movimento paralleli si limitano, in modo attivo, le possibilità che il corpo avrebbe a
disposizione.
Effettivamente un bambino piccolo, da parte sua, non utilizza quasi mai modelli di
movimento paralleli, perché in questi modelli è molto più difficile il controllo del
peso delle masse, cioè l’equilibrio, che non nei modelli di movimento a spirale.“
Fonte: European Kinaesthetics Association (Ed.) (2020): Kinaesthetics. Il Sistema Concettuale. Responsabile delle traduzioni: Beate Scheidegger, Sara Pascal. Linz, Winterthur: Editore European Kinaesthetics Association. ISBN 978-3-903180-10-9. Pag. 34-35
Ulteriore letteratura selezionata
- Asmussen-Clausen, Maren (2009): Praxisbuch Kinaesthetics. Erfahrungen zur individuellen Bewegungsunterstützung auf Basis der Kinästhetik. 2. Auflage. München, Jena: Elsevier, Urban und Fischer. ISBN 978-3-437-27570-8. S. 44 f.
- Hatch, Frank; Maietta, Lenny (2003): Kinästhetik. Gesundheitsentwicklung und menschliche Aktivitäten. Übersetzung: Ute Villwock, Elisabeth Brock. 2., komplett überarbeitete Auflage. München, Jena: Urban und Fischer. ISBN 978-3-437-31467-4. S. 53 ff.
- Maietta, Lenny; Hatch, Frank (2011): Kinaesthetics Infant Handling. Originalmanuskript aus dem Amerikanischen von Ute Villwock. 2., durchgesehene und aktualisierte Auflage. Bern [u. a.]: Hans Huber. ISBN 978-3-456-84987-4. S. 102 ff.
Voci correlate
- projekt-IT: Progetto Il Sistema Concettuale 12: 3. Concetto movimento umano
- projekt-IT: Progetto Il Sistema Concettuale 13: 3.1. Movimento di portamento e movimento di trasporto
- projekt-IT: Progetto Il Sistema Concettuale 10: 2.3. Livelli di movimento di portamento e livelli di movimento di trasporto

